Nel corso dei secoli,
il castello di Fombio fu protagonista d'importanti azioni di
guerra. Agli inizi del 1500 il paese fu dato alle fiamme dai
Landi, nell'ampio scenario delle battaglie tra guelfi,
schieramento al quale appartenevano gli Scotti feudatari di
Fombio, ed i ghibellini. Successivamente il castello divenne
oggetto di contesa con i Trivulzio di
Ritegno.
Il territorio di Fombio verso il Comune di
Guardamiglio fu il campo di battaglia di uno dei primi
combattimenti fra le forze repubblicane francesi contro gli
austriaci in Lombardia, durante la campagna napoleonica del
1796. Il combattimento vide fronteggiarsi un'avanguardia di
quattromila granatieri francesi al comando del Generale Jean
Lannes, ed un manipolo di austriaci. Sciamati nel lodigiano dopo
aver superato il Po a Piacenza, le truppe transalpine si
trovarono ad affrontare un gruppo di austriaci al comando del
Generale Lipthay che tentarono disperatamente d'arginare l'onda
dell'esercito nemico. Penalizzati da una difesa male organizzata
e da un esiguo numero di effettivi, gli austriaci furono messi
in fuga riparando nel paese di Pizzighettone, mentre i francesi
raggiunsero Codogno.
Nel 1797, proclamata la Repubblica
Cisalpina, il Comune fu unito al Lodigiano.
Una parte del Comune è occupata dal
territorio di Retegno, che ora è frazione di Fombio, ma che fu
Imperial Baronia e feudo dell'antica famiglia dei Trivulzio. Qui
tra il XVII e il XVIII sono state coniate monete d'argento ed
oro di pregevole fattura, paragonabili per "bontà" a quelle dei
Visconti di Milano e dei Gonzaga di Mantova.
Due sono le ipotesi in
merito alla nascita del nome
Retegno. La prima fa riferimento
alle reti che i pescatori del Po stendevano ad asciugare nelle
sue terre. La seconda si riferisce alla presenza della zecca ed
alla presunta parsimoniosità dei suoi amministratori. A
rafforzare la seconda ipotesi ci sono anche l'assonanza e la
probabile radice comune con i termini lodigiani
tegnìn e
tegnón
che significano taccagno
e tirchio.
Nel dialetto locale Retegno
si dice Artégn,
mentre l'abitante del borgo è un
Artegnìn.