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Comune
di
Dicomano

Provincia di
Firenze

Regione
Toscana
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Dicomano è
un comune italiano abitanti della provincia di Firenze in Toscana.
Appartiene alla Comunità Montana Montagna Fiorentina.
Storia
Le prime tracce storiche presenti risalgono ad
alcuni insediamenti etruschi rinvenuti nell'area della frazione Frascole.
Dicomano acquista notorietà nel medioevo quando diviene uno dei più
importanti centri commerciali del comprensorio. Nel 1375 una parte del
territorio è acquistata da Firenze. In conseguenza di ciò vari castelli
che si trovano nel territorio vengono distrutti dopo aver allontanato i
feudatari che li abitavano. Dicomano, insieme a Londa, sarà uno dei
pochi centri a beneficiare del nuovo assetto politico in quanto le
proprie funzioni verranno implementate e valorizzate. Le caratteristiche
di centro di scambio non muteranno per tutto il tempo del controllo
della famiglia dei Medici e continueranno anche sotto i Lorena. Dopo la
guerra e il terremoto del 1919, per Dicomano inizia una progressiva
ricostruzione che culminerà con l'estensione di quest'ultimo sia in
direzione di Forlì sia verso la Sieve. La ricostruzione del paese,
iniziata dall'architetto Leonardo Savioli è contemporanea a quella di
Vicchio di Leonardo Ricci.
Monumenti e luoghi
d'interesse
Tra i principali luoghi di interesse va menzionato
il borgo che presenta nella via principale alcuni loggiati comunicanti
costituiti da archi sorretti da colonne a sezione quadrangolare che
risalgono al secolo XVII.
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Architetture
religiose
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Pieve di Santa
Maria (Dicomano), presenta una struttura tipica del contado
del XII secolo. Ricordata dal 1136 e danneggiata dal
terremoto del 1542, ha subito vari interventi di restauro.
La poderosa torre campanaria probabilmente è di origine
militare. Ha impianto basilicale a tre navate separate da
archeggiature impostate su pilastri. Il suo orientamento è
stato rovesciato, in quanto il portale si apre dove in
origine era l'abside semicircolare All'interno un
bassorilievo, attribuito a Santi di Buttiglione "Nozze di
Sant'Anna con San Giovacchino", un dipinto del XVII secolo
di Agostino Melissi "Madonna con Bambino e Santi" e molti
dipinti del XVI secolo:
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"Madonna con Rosario" di Santi di
Tito
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"Natività" attribuita a Gamberucci
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"Adorazione dei Magi" sempre di
Gamberucci
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"Assunta" di Francesco Curradi
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"Madonna del Carmine" di Giovan
Battista Naldini
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Oratorio di Sant'Onofrio, si incontra
uscendo da Dicomano percorrendo la strada che porta a Forlì,
buon esempio di Neoclassicismo italiano, recentemente
restaurato. L'opera, di Giuseppe Del Rosso, risale al 1796
su richiesta della famiglia Dalle Pozze. L'imponente portico
che lo caratterizza è stato costruito in pietra arenaria e
presenta quattro colonne cilindriche sormontate da un
frontone triangolare su cui poggiano due angeli. Dietro il
portico si erge la vera e propria costruzione che supera in
altezza il portico stesso. concludendosi con una cornice.
Sul tetto della costruzione, spostato dal lato del portico,
è presente un campanile a vela.
L'interno presenta una cupola costruita su sedici colonne
che presentano capitelli di stile corinzio. Dietro l'altare
maggiore è possibile ammirare un'opera attribuita ad Andrea
del Castagno la "Madonna dello Spedale". Poco distante, di
lato, un'opera del 1662 di Lorenzo Lippi l'"Immacolata
concezione fra i Santi".
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Chiesa di Sant'Antonio Abate (Dicomano),
si erge vicino allo "Spedale di Sant'Antonio a Onda", dove i
pellegrini provenienti e diretti in Romagna ricevevano
rifugio e ristoro. Al suo interno è presente una unica
navata con quattro altari in pietra serena. L'arte è ben
rappresentata da importanti opere come la terracotta
rappresentante la "Madonna col Bambino in gloria d'Angeli",
di scuola robbiana e risalente al 1504, e il dipinto
giottesco del XIV secolo, la "Madonna con Bambino e Santi".
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Oratorio della Santissima Annunziata,
piccola cappella, fu ricostruita nelle attuali forme nel
corso del secolo XVIII. Nell'interno, ad aula unica coperta
a volta, sono due altari in pietra serena attribuibili a
maestranze locali della metà del Settecento. Sull'altar
maggiore, edificato nel 1780 in sobrie forme tardobarocche,
si conserva un affresco della fine del secolo XV
raffigurante l' "Annunciazione", assegnato ad ignoto pittore
della scuola del Signorelli.
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Chiesa di Santa Maria ad Agnano, citata
come 'Monasterium de Agnano' in un diploma del 1191
dell'imperatore Arrigo VI, con il quale si conferma la sua
appartenenza ai monaci vallombrosani di Sant'Ellero. Fu
quasi completamente rovinata dal terremoto del giugno del
1919 e quindi ricostruita in stile neomedievale sul
perimetro dell'edificio originario. La chiesa presenta la
semplice facciata a capanna su cui si apre un portale con
lunetta sormontato da un occhio. Nell'interno, ad un'unica
navata coperta con tetto a capriate, si conserva, murato
nella parete absidale, un ciborio in pietra serena della
fine del XV secolo.
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Pieve di San Martino a Corella, vecchia
pieve è ricordata fin dal 1184 quale possesso del monastero
di San Miniato al Monte. Sorta non lontana dall'importante
passo per la Romagna, essa disponeva anche di un ospedale,
dedicato a San Bartolomeo, ricetto per secoli di viaggiatori
e pellegrini. L'antica pieve fu abbandonata e riedificata,
in posizione più elevata, fra l'ottavo e il nono decennio
del Settecento. La chiesa attuale, con facciata a quattro
spioventi ed agile torre campanaria, è stato oggetto di
rifacimenti nel corso del secolo XIX. All'interno è una tela
con la "Madonna con i Santi Pietro e Paolo", datata 1646.
Un'altra tela seicentesca con "Santa Caterina d'Alessandria"
di Lorenzo Lippi è conservata presso la pieve di Santa Maria
a Dicomano.
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Convento di San
Giovanni Battista a Sandetole, ricordata come pieve dalla
fine del X secolo, fu ristrutturata dai francescani
all'inizio del Settecento assieme all'annesso convento.
L'interno è decorato da affreschi neoclassici e da tele
settecentesche, fra le quali si segnala il "Transito di San
Giuseppe" di Michele Pacini (1732). Il coro ligneo e
l'arredamento della sagrestia furono scolpiti in quegli
stessi anni nei quali venne integralmente ridecorata la
chiesa, la quale viene così a costituire una valida
testimonianza del gusto tardobarocco diffusosi al tempo
degli ultimi Medici. Ugualmente settecentesco è il grande
edificio conventuale che affianca la chiesa.
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Architetture civili
Palazzi e ville
Altri edifici importanti si sono salvati dal
passaggio del terremoto e dalla guerra, tra questi occorre
menzionare la vecchia sede municipale, l'abitato nei pressi del
Ponte Vecchio e il quartiere forese.
Aree di interesse
archeologico
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Scavi archeologici
a Frascole: Il territorio di
Dicomano è ricco di presenze archeologiche. L'area di
Frascole è quella che ha restituito i più consistenti
reperti. I numerosi scavi hanno permesso di scoprire, oltre
alle fondamenta dell'antica chiesa romanica di S. Martino al
Poggio, materiali riferibili dal VI secolo a.C. al I secolo
d.C., nonché il poderoso perimetro quadrangolare di un
edificio etrusco, che probabilmente era una struttura
difensiva a controllo della strada di transito proveniente
dal Casentino. È presumibile che l'edificio potesse essere
una residenza fortificata (della stessa natura dei castelli
medioevali) appartenente ad una grande famiglia gentilizia
rurale. Non è comunque da scartare l'ipotesi che tale
ritrovamento potesse essere anche un grande tempio in
relazione a quei frammenti fittili ritrovati dal Gruppo
Archeologico Dicomanese, attualmente conservati nel palazzo
comunale di Dicomano. Il ritrovamento più interessante è una
stele di tipo fiesolano. Si tratta di un monumento funerario
del VI secolo a.C., ben conservato, con una decorazione a
bassorilievo, che raffigura una figura maschile barbuta, che
può tra l'altro indicare la presenza di un sepolcro tra la
frazione di Frascole ed il capoluogo.
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