Il Duecento
Taddeo di Bartolo, San Gimignano da Modena che
tiene la città di San Gimignano, Museo civico
(San Gimignano)
Verso il 1150, nonostante l'apertura di un nuovo tracciato della
Francigena, San Gimignano continuò ad essere un centro
emergente, con una politica di espansione territoriale e una
significativa crescita delle attività commerciale. Fu in questo
periodo che si formarono due "borghi" al di fuori delle mura:
quello di San Matteo, verso Pisa, e quello di San Giovanni,
verso Siena, entrambi lungo una nuova "via maestra", che vennero
inglobati nelle mura con il nuovo tracciato completato nel 1214.
Nel 1199, nel pieno del suo splendore economico, il paese
guadagnò la propria indipendenza comunale rispetto ai vescovi di
Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra guelfi e
ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili
Ardinghelli e Salvucci), ma al XII secolo, sotto i ghibellini,
risale il periodo di maggior splendore economico, che si basava
sul commercio dei pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali
il più ricercato era lo zafferano, venduto in Italia (Pisa,
Lucca, Genova) ed all'estero (Francia e Paesi Bassi, fino anche
alla Siria e all'Egitto[2]). Inoltre, al pari di altri centri
toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l'usura. La
solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico
urbano, che espresse la propria supremazia politica e sociale
nella costruzione delle torri: nel Trecento si arrivò a contare
72 torri (oggi ne rimangono 14).
Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti nel corso del
Duecento in importanti opere pubbliche, che diedero alla
cittadina l'articolazione degli spazi urbani visibile ancora
oggi.
Nel 1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo,
nel 1255, la città venne presa dai guelfi di Firenze che
ordinarono la distruzione delle mura. Riacquistata
l'indipendenza nel 1261 e tornata la supremazia ghibellina dopo
la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi ricostruirono le
mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora la
conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade,
ciascuna corrispondente ad una porta principale: quella di
Piazza, di Castello, di San Matteo e di San Giovanni.
Gli ordini religiosi, appoggiati dal comune, si insediarono in
città a apartire dalla metà del Duecento: i francescani fuori
porta San Giovanni (1247), gli agostiniani alla porta San Matteo
(1280),
i domenicani a Montestaffoli (1335) e le benedettine di San
Girolamo presso la Porta San Jacopo (1337).
Dall'8 maggio del 1300 il Comune ebbe l'onore di ospitare Dante
Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana.
Il declino, l'epoca
medicea e contemporanea
Il Trecento fu un secolo di crisi che non
risparmiò San Gimignano: travagliata dalle lotte interne, essa
fu pesantemente colpita dalla peste nera e dalla carestia del
1348, che decimò la popolazione. Nel 1351 la città stremata si
consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla propria
autonomia ed a un ruolo politico nello scacchiere toscano.
Risale a quell'anno la Rocca di Montestaffoli, mentre nel 1358
vennero rinforzate le mura.
Nonostante il declino economico e politico, il XIV e XV secolo
furono importanti dal punto di vista artistico, grazie alla
presenza in città di numerosi maestri, senesi o più spesso
fiorentini, chiamati soprattutto dagli ordini religiosi ad
abbellire i propri possedimenti. Lavorarono a San Gimignano
Memmo di Filippuccio, Lippo e Federico Memmi, Taddeo di Bartolo,
Benozzo Gozzoli, Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi
(nativo di San Gimignano), Piero del Pollaiolo, ecc.
Il declino e la marginalità della città nei secoli successivi
furono le condizioni che permisero la straordinaria
cristallizzazione del suo aspetto medievale.
Alla fine del XIX secolo si cominciò a riscoprire la
particolarità e la bellezza della cittadina, che venne
sottoposta integralmente vincolo monumentale nel 1929. Nel 1990
è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio culturale
dell'Umanità.
Monumenti e luoghi di
interesse
Urbanistica
Il borgo è quasi interamente contenuto nelle
mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono
due:
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uno est-ovest, più antico (X secolo), che
collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello
vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato
(oggi occupato dalla rocca).
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Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San
Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via
Francigena.
Nell'interezione delle due direttrici
principali,
nel punto altimetricamente più
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Centro storico di San Gimignano
Historic Centre of San Gimignano
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elevato, si trovano le piazze
cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza
Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che
assomiglia più a un cortile interno privato.
Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le
torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e
finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di
conservazione.
Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma
osservando attentamente si può notare che in passato tra una
casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito
con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per
permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi
quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli del malvicini
poiché si erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e
quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire
l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente
questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un
edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire
solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e
manodopera.
Il centro cittadino si articola sulle
direttrici principali di via San Giovanni, via San Matteo, che
convergono nelle due piazze attigue di piazza della Cisterna e
piazza del Duomo. La zona nord è attraversata da via Folgore da
San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant'Agostino.
Le torri
San Gimignano è soprattutto famosa per le
circa sedici torri medievali che ancora svettano sul suo
panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del
medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo
d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne
restano circa quattordici ufficiali, con altre scapitozzate
intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la Torre del
Podestà, detta la Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più
alta è la Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255
vietò ai privati di erigere torri più alte della Rognosa, anche
se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, non
lo rispettarono.
Il campanile della Collegiata e la Pesciolini
(in quanto casa-torre) non sono considerate ufficiali.
Gli edifici civili
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Palazzo comunale o Palazzo nuovo del
Podestà: ospitava anticamente il podestà, attualmente
ospita il museo civico e la pinacoteca, contenente
capolavori di artisti quali Pinturicchio, Benozzo Gozzoli,
Filippino Lippi, Domenico di Michelino, Pier Francesco
Fiorentino, ecc. Inoltre, sempre all'interno del Palazzo
Comunale, è possibile visitare la sala di Dante con la
Maestà di Lippo Memmi ed accedere alla Torre Grossa,
alta 54 m e risalente al 1311.
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Palazzo vecchio del Podestà: usato
anticamente per le funzioni civili prima della costruzione
del nuovo palazzo, venne in seguito trasformato in carcere e
poi (nel Cinquecento) in teatro.
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Palazzo Pratellesi: tra i più
interessanti palazzi nobiliari della città, risale al
Trecento e conserva all'interno un pregevole affresco
cinquecentsco di Vincenzo Tamagni.
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Palazzo Razzi
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Casa Salvestrini
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Palazzo Tortoli
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Spezieria di Santa Fina, con materiale
proveniente dalla Spezieria dello Spedale di Santa Fina, che
riproduce l'antica farmacia, con i contenitori di ceramica e
vetro ed i medicamenti.
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Loggia del Comune
Le chiese
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Chiesa Collegiata: detta anche
comunemente il Duomo, terminata nel 1148 è considerata uno
dei più prestigiosi esempi di romanico toscano. Costruita su
tre navate, le pareti sono interamente affrescate. Tra le
opere pregevoli ad affresco: San Sebastiano di Benozzo
Gozzoli e le Storie di Santa Fina di Domenico Ghirlandaio
nella Cappella di Santa Fina; tra quelli di scuola senese:
Vecchio e Nuovo Testamento di Bartolo di Fredi e della
bottega dei Memmi e Giudizio Universale di Taddeo di
Bartolo. Notevoli le sculture di Giuliano e Benedetto da
Maiano e l' Annunciazione lignea di Jacopo della Quercia.
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Chiesa di Sant'Agostino: anche questa
chiesa contiene numerosi affreschi, in particolare la
Cappella di Santo Bartolo (Benedetto da Maiano), Storie
della vita di sant'Agostino di (Benozzo Gozzoli), e altri
resti di affreschi, tavole e tele di autori diversi (Benozzo
Gozzoli, Piero del Pollaiolo, Pier Francesco Fiorentino,
Vincenzo Tamagni, Sebastiano Mainardi).
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Pieve di Santa Maria
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Santuario di Maria Santissima Madre della
Divina Provvidenza
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Chiesa del Quercecchio ed ex-Oratorio di
San Francesco, ospita il Museo ornitologico
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Chiesa dell'ex Conservatorio di Santa
Chiara
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Chiesa della Madonna dei Lumi
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Chiesa di San Bartolo
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Chiesa di San Francesco
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Chiesa di San Jacopo al Tempio
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Chiesa di San Lorenzo al Ponte
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Chiesa di San Pietro
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Chiesa di San Girolamo
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Convento di Monte Oliveto
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Loggia del Battistero (Oratorio di San
Giovanni)
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Spedale di Santa Fina
Le architetture militari
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Mura di San Gimignano
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Porta San Giovanni
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Porta San Matteo
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Porta San Jacopo
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Porta delle Fonti
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Bastione San Francesco
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Rocca di Montestaffoli
Cultura
È il luogo natale del poeta medioevale
Folgóre di San Gimignano.
Musei
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Museo Civico
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Museo Diocesano
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Spezeria di Santa Fina-Museo Etrusco e
Galleria d'Arte Moderna
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Museo ornitologico
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Museo Peugeot: il primo al di fuori della
Francia, dedicato alle vetture e alla storia del marchio, la
Galerie Peugeot, dove si può ammirare anche la
Tipo 3, la prima auto che circolò sulle strade italiane
nel lontano gennaio 1893.
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Museo della tortura: Detto anche Museo
criminale medioevale conserva e mostra tutte le tecniche
e gli strumenti della tortura medioevale, strumenti della
pena di morte e documenti della Santa Inquisizione.
Teatri
Già nel '600 a San Gimignano erano attive due
Accademie; quella degli Scolari e quella dei Comici Risvegliati.
Queste Accademie organizzavano opere, commedie, concerti, feste
e ricevimenti. Nel XVII Secolo le due Accademie si fusero dando
vita all'Accademia degli Aristocratici che ottenne la
costruzione di un Teatro per la città. Nel 1793 un gruppo di
accademici decise di creare una Società del Teatro,
denominandosi Società del Leggieri. Il Teatro, ricavato
all'interno dell'antico Palazzo del Podestà, si trova in piazza
del Duomo nel cuore medievale di San Gimignano. Nel dopoguerra
la Società dei Leggieri, impossibilitata a sostenere le spese di
ripristino del teatro, danneggiato dagli eventi bellici, si
sciolse e vendette la struttura che restò nelle mani di privati
fino al 1982, quando il Comune potè rientrarne in possesso con
la prospettiva di un completo recupero. Pochi anni dopo, nel
1988 si è costituita l'Accademia dei Leggieri. L'Accademia dei
Leggieri, tuttora attiva, prende il nome dalla antica Società e
svolge la sua attività artistica prevalentemente all'interno del
Teatro cittadino, ispirandosi agli scopi che animarono l'antica
Società dei Leggieri.
Economia
La risorsa principale della città è il
turismo, favorito anche dalla conveniente dislocazione a metà
strada tra Firenze e Siena. Esso alimenta numerose attività
collaterali di artigianato e di servizio.
San Gimignano è una cittadina agricola famosa per la produzione
vitivinicola della Vernaccia e la coltivazione dello zafferano.
La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini bianchi più
pregiati, viene prodotto in una ristretta zona della Toscana tra
Siena, Pisa e Firenze coincidente con il territorio comunale di
San Gimignano.
Esso è conosciuto ed apprezzato in tutto il
mondo ed è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio di
Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966.
San Gimignano fa parte di:
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Città dell'Olio
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Città del Vino
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