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Castelnuovo di Garfagnana
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Comune
di
Castelnuovo di Garfagnana

Provincia di
Lucca

Regione
Toscana
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Castelnuovo di Garfagnana
è un comune della provincia di Lucca; Centro Commerciale Naturale di
Toscana, è il capoluogo della Garfagnana.
Sorge alla confluenza del fiume
Serchio
con il torrente della "Turrite Secca".
« ...dove da diversi fonti / Con eterno rumor confondon
l'acque / La Turrita col Serchio fra due ponti si marita... »
(Ludovico Ariosto)
« ...qui dove argenteo il corso / la Turrita discioglie e
seco viene / a maritarsi innamorato il Serchio... »
(Fulvio Testi)

Storia
Nella zona dell'attuale confine col comune di Pieve
Fosciana sono state rinvenute tracce della presenza etrusca e romana.
Le prime notizie storicamente documentate del centro abitato risalgono
tuttavia al 740, in epoca longobarda.
Scarse sono le informazioni al riguardo dell'alto Medioevo, e dei primi
secoli del Basso: sono stati rinvenuti solo documenti che rilevano la
presenza della chiesa di S.Pietro relativamente agli anni 773, 839, 940,
986, 1045. Nel 1234, precisamente il 26 luglio, si ha un documento che
attesta la rassegnazione, da parte dei Lucchesi, del castello di
Castelnuovo alla corte di Roma, a titolo di pegno.
Nel Trecento Castelnuovo si era affermato come importante centro di
transito, vera e propria "porta meridionale" della valle della
Garfagnana. Fu proprio nel 1370 che Castruccio Castracani convinse i
castelnuovesi ad insorgere ai padroni lucchesi, e si insediò nella Rocca
fino al 1377, anno in cui Lucca ripristinò il proprio dominio: è da
collocarsi in questo periodo la costruzione del ponte, voluto da
Castruccio per collegare l'esistente castello all'antico borgo di "Cellabarotti",
l'attuale rione di "Santa Lucia".
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Nel 1429, vista l'offensiva di Firenze che stava penetrando in
Garfagnana, ed aveva posto sotto assedio la stessa Lucca,
Castelnuovo si sottomise volontariamente a Niccolò d'Este di
Ferrara, liberandosi così dal dominio lucchese: gli Estensi
fecero di Castelnuovo la capitale della neonata Vicaria della
Garfagnana, e ricompensarono gli abitanti con diversi privilegi.
Nel 1512 entrò in Castelnuovo Francesco della Rovere Duca di
Urbino, ma fu subito allontanato dal ritorno dei Lucchesi; nel
1521 furono finalmente i Fiorentini ad impadronirsi della città,
sospinti da Papa Leone X. Alla morte del Pontefice, i
castelnuovesi insorsero, penetrarono nel castello e scacciarono
il commissario pontificio, acclamando il ritorno di Alfonso I
d'Este alla guida della Provincia garfagnina: per tutta
risposta, il Duca inviò niente di meno che Ludovico Ariosto in
qualità di governatore (ad Alfonso ricorsero i castelnuovesi,
come ebbe a dire il celebre poeta, "...tosto che a Roma il Leon
giacque...")
La situazione in alta Garfagnana era questa:
Castelnuovo era rimasta fedele agli estensi di Ferrara,
Castiglione di Garfagnana a Lucca e Barga a Firenze. In pratica
l'alta Garfagnana era divisa tra i 3 Stati del Centro-Nord
Italia più forti e ricchi in quel periodo.
Castelnuovo rimase estense sino all'avvento delle truppe
francesi di Napoleone, che lo aggregò alla Repubblica Cisalpina,
per poi annetterlo al Principato di Lucca nel 1805, retto dalla
sorella del Bonaparte Elisa Baciocchi.
Nel 1814, nel clima della Restaurazione, tornarono gli Estensi,
con l'acclamazione popolare di Francesco IV, che ressero la
città e la Valle fino all'Unità d'Italia, a parte una breve
periodo di dominio dei Granduchi di Toscana tra il maggio 1848 e
l'aprile 1849.
Si tenne nel 1860 il plebiscito che sancì l'annessione di
Castelnuovo e degli altri centri garfagnini al nascente Regno
d'Italia, inglobati alla provincia di Massa-Carrara, nata dalla
fusione della Lunigiana e della Garfagnana appunto: tale
provincia fu in un primo tempo assegnata alla regione
Emilia-Romagna, per essere poi ricondotta alla sua naturale
collocazione toscana nel 1871. Fu nel 1923 che Castelnuovo con
il suo circondario fu definitivamente aggregato alla Provincia
di Lucca, chiudendo un cerchio lungo 7 secoli.
La città
Castelnuovo, a dispetto del contenuto numero
di abitanti, presenta un'estensione superficiale di assoluto
rispetto, tanto che nel suo tessuto urbano sono individuabili
più zone distinte, dette "rioni": i più antichi si raccolgono
intorno alle mura castellane, mentre i più moderni hanno
mantenuto il toponimo arcaico della zona dove sono sorti. Tra i
rioni "storici" si annoverano:
-
il rione del Centro,
identificabile con il borgo fortificato, nel quale sorgono
alcuni fra i monumenti maggiormente rappresentativi della
città, quali la Rocca Ariostesca, il Palazzo Comunale e il
Duomo dei Ss. Pietro e Paolo;
-
il rione di Santa Lucia il
quale, anticamente sorto come borgo distinto dal centro con
il nome di Cellabarotti, si sviluppa a partire dalla "Porta
Miccia" o "Porta di Castruccio" delle mura e, attraversando
il ponte antistante (detto appunto "di Santa Lucia", ricalca
il tracciato delle antiche vie di comunicazione. Degni di
menzione in questo rione, che ospita tra l'altro la stazione
ferroviaria ed il complesso ospedaliero Santa Croce, sono
senza dubbio il Teatro Comunale "Vittorio Alfieri",
recentemente ristrutturato, il caratteristico "Vicolo
Parigi", nonché il "Convento di S. Francesco" o "Convento
dei cappuccini"", posto a monte dell'abitato, nella zona che
da esso trae il nome;
-
il rione di Sant'Antonio,
il quale, partendo da Piazza Umberto I° si è accresciuto
essenzialmente intorno a via Farini e via S.Antonio: a metà
di quest'ultima trova sede la chiesa di Sant'Antonio, con la
sua caratteristica torre campanaria affacciata sulla strada
sottostante;
-
il rione della Madonna, che
ospita la chiesa "della B. Vergine" (anticamente ""Madonna
del ponte""), ingloba, partendo da piazza Umberto I°,""la
Barchetta"", caratteristica via dalla forma incavata (da cui
il nome), e il triangolo racchiuso da via Nicola Fabrizi,
via Azzi e il fiume Turrite Secca sull'opposta sponda del
corso d'acqua stesso, al cui interno trova spazio l'ampio
Piazzale della Repubblica, dove ha sede la stazione degli
autobus.
-
il rione del Crocifisso,
anch'esso sviluppatosi a partire da piazza Umberto I,
comprende via Garibaldi, la moderna zona residenziale del
Colletto ed altre vie minori; ad oggi restano in via
Garibaldi alcuni elementi architettonici che attestano
l'esistenza di un'antica chiesa andata perduta ("Chiesa del
Crocifisso") rintracciabili all'interno delle moderne
attività commerciali sorte lungo il corso;
In epoca moderna si sono aggiunti a questi:
-
il rione San Carlo,
sviluppatosi intorno all'omonimo "oratorio di San Carlo",
che si trova a monte del rione de " la Madonna";
-
il rione Torrite, paese
precedentemente sé stante rispetto a Castelnuovo
(circostanza confermata anche dall'esistenza di un centro
storico e una parrocchia autonomi) ma ormai parte integrante
del tessuto urbano ;
-
il rione Piano Pieve, zona
residenziale sorta in un’area anticamente agricola, che ha
ormai assunto notevoli dimensioni, il quale deriva il
proprio nome dall'essere dislocato nel medesimo pianoro che
ospita la vicina Pieve Fosciana, su un livello leggermente
superiore a quello del centro storico di Castelnuovo;
-
il rione S. Maria, il più
giovane, sorto negli ultimi anni, a carattere esclusivamente
residenziale, che prende il nome da un preesistente convento
distrutto da una piena del fiume Serchio e mai più
ricostruito.
Ancora comprese nel vero e proprio tessuto
urbano, si possono identificare un’estesa “zona industriale”,
un’area, detta “alle Piscine”, comprendente la gran parte
degli impianti sportivi nonché una zona residenziale e
commerciale di recente sviluppo, e, lungo la statale che conduce
a Camporgiano, "Debbia", a carattere residenziale. Questi
tre circondari, insieme ad altri non menzionati (ad esempio
"Carbonaia", "ai Cerri"), non hanno comunque mai assunto, nel
corso degli anni, lo "status" di veri e propri rioni, ma sono
stati sempre considerati parte di quelli già ricordati.
Luoghi di interesse
Rocca Ariostesca
Rocca Ariostesca vista da piazza
Umberto I
La Rocca Ariostesca, simbolo della città che
domina la centrale piazza Umberto I, deve il suo nome all'aver
ospitato dal 1522 al 1525, in qualità di governatore della
provincia estense di Garfagnana, il poeta Ludovico Ariosto, cui
succederà nel secolo successivo Fulvio Testi (1640-1642).
Un piccolo presidio esisteva in loco già nel
X secolo, ma si può dire che la struttura originaria della Rocca
come oggi la conosciamo risalga al XII secolo; modificata lungo
tutto il Duecento, fu notevolmente ampliata nel primo '300 da
Castruccio Castracani, che determinò un allargamento dell'intera
cinta muraria del borgo; fu Paolo Guinigi ad ordinare la
costruzione dell'imponente torre posta al centro della Rocca,
ornata dall'orologio civico, che fu nel tempo adibita anche a
carcere; la terrazza che guarda sulla piazza fu eretta nel 1675,
in concomitanza con l'apertura dell'arco monumentale di accesso
al centro cittadino. Sono andati perduti gli arredi interni, tra
cui sono noti gli arazzi che adornavano la "Sala dei Principi".
La Rocca venne danneggiata durante la seconda
guerra mondiale e in seguito restaurata. Sede di mostre ed
eventi culturali, ospita nelle sue sale il Museo archeologico,
nel quale si conservano numerosi reperti e testimonianze dei
periodi preistorico, liguro-apuano ed etrusco in Garfagnana.
Duomo dei Santi Pietro e
Paolo
Facciata ed il campanile del
Duomo
Eretto nel XVI secolo sui resti di una
preesistente chiesa romanica risalente all'XI secolo, in età
barocca l'interno fu oggetto di profondi cambiamenti, con
l'aggiunta di nove altari, con lo sfarzo decorativo tipico
dell'epoca. La facciata rinascimentale, presenta tre portali ed
è scompartita da quattro lesene sorreggenti un semplice
frontone.
Durante la seconda guerra mondiale subì il crollo del tetto e di
alcuni muri esterni e il successivo restauro ne riscoprì la fase
più antiche.
Conserva una splendida pala d'altare in terracotta robbiana
raffigurante "san Giuseppe", attribuita al Verrocchio, una
cornice marmorea della bottega del Civitali, una tela di Michele
di Ridolfo del Ghirlandaio raffigurante la "Madonna con Santi".
Il cosiddetto "Cristo Nero", scultura del XV secolo, scampato
all'incendio che colpì la sacrestia nel 1977, è oggi conservato
nella cappella di San Giuseppe (che un tempo ospitava la
terracotta attribuita al Verrocchio), al lato dell'abside.
Teatro Comunale Vittorio
Alfieri
Teatro Alfieri da via Roma
Il teatro era stato voluto da un gruppo di maggiorenti locali,
fra cui il conte Giovanni Carli e Antonio Vittoni: il conte
Carli stesso progettò la struttura ispirandosi probabilmente ad
elementi decorativi presenti nel teatro del Giglio di Lucca.
L'edificio presenta un ampio atrio, la platea a ferro di
cavallo, tre ordini di 17 palchi più il loggione (attualmente
non aperto al pubblico). Le opere pittoriche furono realizzate
dal castelnovese Davide Franchi.
Intatto dopo la seconda guerra mondiale, venne trasformato in
sala cinematografica, fino alla sua chiusura nel 1990. Il 9
settembre 2006, con un concerto sinfonico dell'"Orchestra
regionale toscana", il teatro è stato nuovamente inaugurato dopo
i restauri.
Fortezza di Mont'Alfonso
La Fortezza di Mont'Alfonso fu ideata, alla
fine del ‘500, come estremo presidio difensivo del Ducato di
Ferrara a difesa del confine con la Repubblica di Lucca.
Realizzata tra il 1579 ed il 1586, fu progettata dall'ingegnere
carpigiano Marc'Antonio Pasi. Presidio militare estense nei
secoli XVI e XVII, durante la parentesi napoleonica (1805 -
1814) fece parte dei beni del Principato di Lucca e Piombino.
Nel 1809, a causa degli enormi costi di manutenzione, la
fortezza fu venduta; tornò di proprietà estense nel 1814. Ai
primi del ‘900 Mont'Alfonso passò nelle mani di privati, la
famiglia scozzese Bechelli, che la elesse residenza estiva,
facendo dell'edificio a destra della Porta Nord - che ospitava
la «Prigione nuova» nel '700 - una vera e propria villetta in
stile liberty. Le strutture della Fortezza, già deterioratesi
nel tempo, furono ulteriormente danneggiate dalla spaventoso
terremoto che colpì la Garfagnana nel 1920; per di più, i
bombardamenti che nel 1944-45 colpirono Castelnuovo, retrovia
della "linea gotica", sicuramente non risparmiarono
Mont'Alfonso. Nel 1980, quando l'Amministrazione Provinciale di
Lucca rilevò la struttura dalla famiglia Bechelli, i periti
incaricati di redigere la relazione estimativa parlarono di un
complesso in pessime condizioni, che raggiungeva in alcuni punti
il completo diroccamento. Da allora si è proceduti in
un’imponente opera di restauro, che vede la Fortezza come uno
dei motori del rilancio culturale oltre che economico della
Valle: ormai ultimati i lavori, si inseriscono in questo
percorso gli eventi già organizzati in Fortezza, quali il
concerto dei Nomadi del 2005, le due serate condotte da Dario
Vergassola e David Riondino con la partecipazione di affermati
artisti quali, tra gli altri, Stefano Bollani, od il raduno Moto
Guzzi del 2006. La Fortezza diventerà inoltre un importante
centro di ricerca e di educazione nel campo delle energie
alternative.
Altri monumenti
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Loggiato Porta, intitolato al pittore
manierista castelnuovese, ricavato al piano terra del
Palazzo Comunale
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Mura del borgo antico e la cosiddetta
"Porta Miccia", o "Porta di Castruccio"
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Chiesa di Santa Lucia
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Chiesa e convento dei Cappuccini
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Chiesa di S.Antonio
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Chiesa della Beata Vergine
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Oratorio di San Carlo
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Chiesa della Misericordia
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Chiesa della SS. Trinità di Torrite
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Villa Bertagni
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