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Comune
di
Pescia
Collodi

Provincia di
Pistoia

Regione
Toscana
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Collodi è una
frazione di Pescia.
Borgo medievale documentato fin dal XII secolo, è legata al nome di
Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio. Lo scrittore fiorentino, la cui
madre era originaria del paese, vi trascorse parte dell'infanzia e ne
assunse il nome, firmandosi Carlo Collodi.
La frazione conserva un'antica rocca e l'aristocratica Villa Garzoni con
ampio giardino, e fonda la propria economia sul turismo anche grazie al
parco dedicato a Pinocchio. Per la sua qualità turistico-ambientale è
Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Pescia è un comune italiano della provincia di
Pistoia in Toscana.
Storia
Storicamente Pescia si è sviluppata a partire da due
nuclei funzionali differenti: quello dedicato alla vita pubblica ed al
commercio si affaccia sulla riva destra del Torrente Pescia di Pescia,
quello dedicato alle attività religiose e monastiche, invece, si estende
sulla riva sinistra. Il primo nucleo si concentra simbolicamente nella
grande Piazza Mazzini, nel Palagio e nei torrioni, il secondo nel Duomo
e nella Porta Fiorentina (1732); i due centri, attorno ai quali si
sviluppano una fitta rete di vicoli e rughe, sono connessi fra loro dal
caratteristico Ponte del Duomo.
Secondo alcuni ritrovamenti archeologici e testimonianze scritte, si
presume che Pescia sia stata fondata dai longobardi, che qui vi posero
un insediamento. E appunto il nome del fiume omonimo prima e
dell'insediamento poi deriva da uno storpiamento in latino di una parola
longobarda, pehhia, dalla radice germanica *bak- che significa fiume,
torrente.
Nell'alto medioevo vi operarono fin dall'epoca longobarda i monaci
colombaniani, della potente Abbazia di San Colombano e del grande Feudo
monastico di Bobbio, che vi fondano il Monastero di San Colombano di
Pietrabuona evangelizzando il territorio. Essi favorirono l'espansione
dei commerci, dell'agricoltura e della cultura, introducendo importanti
innovazioni ed aprendo vie commerciali.
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Poco più di tre secoli dopo la fondazione dell'abitato, Pescia,
indipendente, rimase coinvolta quindi negli scontri tra guelfi e
ghibellini. Di parte ghibellina, venne a scontrarsi con Lucca,
di parte guelfa, e venne invasa e distrutta nel 1281, ma già
pochi anni dopo cominciò la ricostruzione con l'aiuto degli
stessi lucchesi. Durante il medioevo Firenze e Lucca si
contesero la città, il cui comune sorgeva al confine tra le due
repubbliche. Dopo un tentativo d'invasione fallito da parte di
Pisa, la città passò sotto il dominio della Repubblica di
Firenze.
L'economia della città si basava principalmente sull'allevamento
del gelso e del baco da seta, di cui si racconta che sia stato
importato segretamente dall'Oriente per la prima volta in Europa
proprio da un frate pesciatino.
Il 19 febbraio 1699 il Granduca di Toscana Cosimo III de' Medici
la elevò al rango di città; a lui i pesciatini dedicarono la
Porta Fiorentina, una porta cittadina sul modello di un arco di
trionfo, situata sulla strada che, uscendo dal centro cittadino,
prosegue verso Firenze. Napoleone Bonaparte transitò con il suo
esercito nella Valdinievole e sostò a Pescia; ordinò però la
riconversione della produzione agricola, facendo sostituire la
tradizionale produzione della seta con la barbabietola da
zucchero per l'approvvigionamento del suo esercito, arrecando
grave danno all'economia cittadina.
In seguito all'unione del Ducato di Lucca al Granducato di
Toscana nel 1849, Pescia e la Valdinievole vennero inseriti nel
compartimento di Lucca, che in seguito all'unificazione italiana
divenne la provincia di Lucca. La città rimase in ambito
lucchese fino al primo dopoguerra quando, in seguito alla
creazione della provincia di Pistoia, l'8 gennaio 1927 venne
deciso il passaggio della Valdinievole alla neonata provincia.
I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale danneggiarono
molto gravemente Pescia, poiché si trovava a ridosso della linea
Gotica e le truppe naziste in ritirata minarono vari edifici del
centro abitato e fecero saltare tutti i ponti sul fiume.
Pescia è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra
di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo
al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la
sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra
mondiale. I coniugi Umberto e Amina Natali salvarono la vita a
tre sorelle ebree rifugiatesi nel paese da Firenze e per questo,
il 26 novembre 2003, sono stati insigniti dell'alta onorificenza
di giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem di
Gerusalemme.
In seguito la città si riprese rapidamente, e venne costruito il
Mercato dei Fiori e in seguito il Mercato dei Fiori Nuovo,
iniziando il commercio dei fiori nel mondo.
Monumenti e luoghi
d'interesse
Gli edifici cittadini principali sono il
Palazzo del Vicario (sec. XIII-XIV), attuale sede del municipio
comunale, con la sua torre campanaria, il Palagio o Palazzo del
Podestà (edificato tra il XII ed il XIII secolo, è ora sede
della Gipsoteca “Libero Andreotti”), la Villa Sismondi (sede
della Biblioteca comunale), il Duomo (intitolato a Santa Maria
Assunta), la chiesa di San Francesco in stile gotico, il Teatro
comunale Giovanni Pacini (disegnato dall'architetto pesciatino
Giovanni Antonio Tani nel 1717 e poi più volte ristrutturato),
l'Ospedale (edificato in diverse epoche e dedicato ai Santi
Cosma e Damiano) e la Villa e Giardino Garzoni (sec. XVI) a
Collodi.
Per l'architettura moderna sono rilevanti il Mercato dei Fiori
Vecchio che si riallaccia ai temi del razionalismo italiano del
secondo dopoguerra (disegnato da un team di architetti diretti
da Leonardo Savioli e Leonardo Ricci e realizzato nel 1951) ed
il Comicent, attuale sede del mercato dei fiori, progettato nel
1968 e realizzato nei pressi della stazione ferroviaria
cittadina.
All'interno della citata chiesa di San Francesco si conserva una
pala d'altare del pittore lucchese Bonaventura Berlinghieri,
dipinta nel 1235 e rappresentante sei episodi della vita di San
Francesco d'Assisi. Particolare interessante di questo dipinto è
che risulta essere uno dei pochissimi realizzati da un
contemporaneo del Santo e giunto fino a noi; si ritiene, quindi,
che tale opera possa raffigurare un'immagine prossima a quella
originale del Santo.
Da segnalare, infine, il Teatro Pacini di epoca settecentesca.
Il centro storico di Pescia è diviso in quattro quartieri:
Ferraia (Piazza Mazzini, Ruga degli Orlandi, Piazza Santo
Stefano), San Francesco (Piazza San Francesco, via Cesare
Battisti, Ricciano), Santa Maria (Piazzetta Ducci - popolarmente
nota come "Sdrucciolo del Duomo", via Giuseppe Giusti, via
Giovanni XXIII) e San Michele (Borgo della Vittoria, via
Giovanni Amendola, Casacce); i quattro quartieri si sfidano a
settembre nel Palio dei Rioni.
Nella località di Collodi, oltre alla Villa Garzoni, è presente
il Parco di Pinocchio progettato da Pietro Porcinai con opere di
Emilio Greco (Pinocchio e la Fata), Venturino Venturi (Piazzetta
dei Mosaici), Pietro Consagra (il Carabiniere, il Gatto e la
Volpe e il Serpente), Marco Zanuso e Augusto Piccoli (il Grande
Pescecane). All'esterno del Parco, Giovanni Michelucci ha
disegnato la struttura dove ha sede il ristorante Osteria del
Gambero Rosso.
Oltre a Collodi, nel territorio pesciatino si trovano le
frazioni (castella) di Pietrabuona, Medicina, Fibbialla, Aramo,
San Quirico, Castelvecchio, Stiappa, Pontito, Sorana e Vellano;
queste località si arroccano sulle colline pre-appennininche che
Giovan Carlo Leonardo Sismondi definì "Svizzera Pesciatina" per
la somiglianza con le montagne della sua terra natale. Queste
antiche località posseggono tutte uno schema ben definito: sono
esposte a sud, sono protette da mura (in molti casi andate
distrutte) ed una torre di avvistamento che nel tempo ha visto
mutare la sua funzione in residenza o in torre campanaria.
Interessante è anche la Villa La Guardatoia.
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