Comune di

Nerviano

 

Stemma del comune
audax 1001 miglia Italia
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Parabiago

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Chiusi della Verna

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Passignano sul Trasimeno

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Sannazzaro De' Burgondi

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Bereguardo

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Corbetta

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Parabiago

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Nerviano

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Comune di

Parabiago




Provincia
di Milano




Regione
Lombardia

Parabiago (Parabiai in dialetto insubre locale, Parablacum in latino) è un comune della provincia di Milano, situato a circa 14 km a nord-ovest dal capoluogo lombardo, in quella zona denominata Altomilanese, che risulta essere tra le più densamente popolate, ricche ed industrializzate d'Europa.

Il capoluogo comunale sorge tra il fiume Olona, il canale Villoresi e la Ferrovia Domodossola-Milano.

È soprannominata La Città della Calzatura, a causa del sorgere di numerose industrie calzaturiere sul suo territorio, e della sua affermazione tra gli anni '70 e '90, assieme a Vigevano, di "principale polo calzaturiero a livelli internazionali nel nord Italia".

 

Storia

Le origini del nome

L'etimologia é probabilmente da attribuirsi all'era preistorica o protostorica, infatti pare derivi da una parola composita, Para-blacum, Para-blacus o Para-llacus, con il significato di "vicino a terreni ammollati (o paludi)" e farebbe pensare al sorgere di alcune palafitte in prossimità dell'Olona. 

29 agosto 1257: Tregua di Parabiago

Le ambizioni politiche dell'Arcivescovo Leone da Perego, e la sua volontà di escludere il popolo dal governo del Comune di Milano, portarono all'insurrezione del Commune populi nel luglio 1257, guidata da Martino della Torre, ed alla successiva cacciata del ceto nobiliare dalla città. Le tensioni giunsero al culmine nell'agosto dello stesso anno, quando tra il Seprio e la Burgaria, si mossero gli eserciti delle due fazioni. La guerra civile venne scongiurata in data 29 agosto, con la firma della Tregua di Parabiago avvenuta sul sagrato della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio.

21 febbraio 1339: Battaglia di Parabiago

Con la morte di Galeazzo I Visconti (1327), il figlio unico Azzone, gli succedette con il titolo di Vicario Imperiale di Milano, comprato dall'Imperatore Ludovico il Bavaro. Nel 1332, gli si associarono gli zii Luchino e Giovanni Arcivescovo "ambrosiano", formando così una sorta di triumvirato. L'esclusione dal governo dell'altro zio Lodrisio, Signore del Seprio, scatenò da parte di quest'ultimo un desiderio di rivalsa che, dopo una serie di inutili congiure, si allea con Mastino II della Scala, Signore di Verona ed acerrimo nemico di Azzone. La controversia giunse al culmine con lo scontro armato nella Battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339), la quale si concluse con la vittoria dei milanesi, agevolati da un'apparizione miracolosa di Sant'Ambrogio.

Storia

La Patera, principale reperto archeologico della cittadina.

Luchino Visconti(1287-1349) "eroe" della Battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339).

Portone interno dell'ex Monastero di S.Ambrogio della Vittoria.

Stemmi dei Lampugnani (a sinistra) e dei Gajo (a destra), particolare della cappella ai caduti nel cimitero.

Antichità

Parabiago ha origini antichissime: dal primo insediamento palafitticolo della Cultura di Canegrate (XIII secolo a.C.), si é passati ad un modesto villaggio insubre (IV secolo a.C.), fino ad un abitato più sviluppato sotto la dominazione dell'Impero Romano (I secolo a.C. - V secolo d.C.), del quale sono giunti ai giorni nostri alcuni reperti archeologici, di cui il più importante é senza dubbio la Patera di Parabiago (IV secolo).

 

Medioevo 

Tra i secoli VI, VII Parabiago é capoluogo di un contado autonomo denominato Comitatus Parabiagi, probabilmente corrispondente alla Burgaria, retto dai Conti Sanbonifacio; durante questo periodo la Regina longobarda Teodolinda concede il permesso di aprire un piccolo corso d'acqua artificiale detto Riale o Röngia, che attingeva le acque dal fiume Olona

Due eventi scuotono la tranquillità del borgo medioevale: tra i giorni 28 e 29 agosto 1257 la Tregua di Parabiago pone fine al rischio di una guerra civile, per il Comune di Milano, tra classe nobiliare e popolo; il 21 febbraio 1339 la Battaglia di Parabiago, combattuta tra due schieramenti viscontei, per il dominio della Signoria "Meneghina", risolta secondo la leggenda dall'intervento miracoloso di Sant'Ambrogio.

Nel periodo compreso tra il XIII ed il XIV secolo i Crivelli de Parabiaco, discendenti dai Sanbonifacio, reggono la Contea di Parabiago e la Contea di Burgaria; il borgo è già capopieve, elencato nel Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani dallo storico Goffredo da Bussero.

Durante i secoli successivi Parabiago ebbe una lenta decadenza, difatti subisce ben due saccheggi, nel 1449 ad opera di Francesco Sforza e nel 1527 per mano borbonica, oltre a due epidemie (nel 1529 e nel 1540).

 

Epoca Moderna 

Il periodo compreso tra il '500 ed il '600, risulta essere tempo di decadenza per la cittadina lombarda: nel 1582 San Carlo Borromeo abolisce la Pieve di Parabiago, declassandola in Parrocchia all'interno della Pieve di Legnano; nel 1625 Villastanza diventa Parrocchia indipendente, distaccandosi dal suo capoluogo.

Sul finire del XVII secolo si registrano due eventi modestamente rilevanti: in data 26 settembre 1658, il Marchese Camillo Castelli acquista per se e per la sua discendenza il Feudo di Parabiago; mentre nel 1668 un gruppo di Monaci Cistercensi si

insediano presso il Monastero di S. Ambrogio della Vittoria.

Il '700 fu nuova epoca di splendore per Parabiago sotto il governo austriaco. 

Nel marzo dell'anno 1700 Don Claudio Cavalleri e suo fratello Filippo fondano il Collegio Cavalleri, rinomata scuola rivolta ai figli delle famiglie nobili milanesi.
Il medico parabiaghese Giuseppe Giannini opera sul campo e scrive saggi di medicina.
Comincia l'opera artistica di Giuseppe Maggiolini, ricordato come Maestro d'Intarsio; le sue conoscenze in campo artistico, portano nel suo paese natio l'architetto Giuseppe Piermarini, incaricato di disegnare la facciata della Chiesa dei S.S. Gervasio e Protasio.
Purtroppo nel 1798, a causa della Rivoluzione francese, l'Ordine cistercense viene soppresso, quindi il Monastero di S. Ambrogio della Vittoria chiude.

 

Tra l'Ottocento ed il 1945 

Nel 1845 viene restaurata la Pieve di Parabiago.
Tra il 1850 ed il 1900, l'agricoltura diventa attività d'appoggio all'industria tessile e cotoniera, difatti le coltivazioni di cereali e viti, vengono definitivamente sostituite dal gelso e dall'allevamento dei bachi da seta.
Si risentono anche a Parabiago gli effetti della Rivoluzione industriale: si inaugurano la linea ferroviaria Milano-Gallarate (1860) ed il Canale Villoresi (1884); nel 1899 Paolo Castelnuovo fonda la prima fabbrica di scarpe, Parabiago è destinata a diventare la Città della calzatura; nel 1900 Felice Gajo acquista il Cotonificio Gadda, sul quale fonda la futura Unione Manifatture di Parabiago, assorbendo anche il Cotonificio Muggiani di Rho.
Nel 1907 nella villa di Felice Gajo viene rinvenuta la Patera di Parabiago, splendido piatto d'argento risalente alla seconda metà del IV secolo.
Nel periodo tra le due guerre la cittadina comincia a conoscere i primi cambiamenti del XX secolo: nell'anno 1923 un parabiaghese di nome Libero Ferrario, vince a Zurigo il primo Campionato del Mondo di Ciclismo su Strada per la categoria Dilettanti; nel 1928 viene definitivamete interrato l'antico Riale, di origini longobarde, che per più di 1200 anni ha portato l'acqua potabile del fiume Olona nel centro del paese; infine durante gli anni '30 scompaiono la bachicoltura e la coltivazione del gelso, ritenute ormai obsolete.
In data 2 dicembre 1940 il Decreto Reale numero 1858 autorizza il Comune di Parabiago a mutare la denominazione della frazione Tiracoda in Villapia.


Dal secondo dopoguerra ad oggi 

Negli anni sessanta anche per la cittadina, come per il resto d'Italia, si ebbe il boom economico e demografico. L'industrializzazione aveva preso definitivamente piede, i piccoli calzaturieri artigianali si tramutarono in industrie, anche di medie e grandi proporzioni, sorsero grandi stabilimenti metalmeccanici e chimici e, con l'immigrazione dal mezzogiorno, Parabiago cresceva di popolazione.
Il D.P.R. del 27 novembre 1985 porta al 26 ottobre del 1986, quando l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi giunge in visita con lo scopo di celebrare la cerimonia di "promozione" del comune e, con la simbolica consegna della pergamena al sindaco Renzo Fontana, sancisce la nomina di Parabiago a Città.
È anche il periodo in cui lo sport parabiaghese per eccellenza, il ciclismo, raggiunge il suo apice: nel 1972 il 55° Giro d'Italia, grazie agli sponsors Rancilio e Termozeta, arriva in paese, la 15a tappa con arrivo e partenza da Parabiago e dopo un turno di riposo, avviene la successiva partenza della 16a tappa; nel 1982 Giuseppe Saronni è il secondo parabiaghese Campione del Mondo di ciclismo su Strada, questa volta per la categoria professionisti.
Negli anni '90, tangentopoli colpisce anche la politica della cittadina, vengono arrestati alcuni degli esponenti dei governi municipali precedenti; nel frattempo circa il 70% della produzione industriale locale è rivolto nel campo calzaturiero, Parabiago è conosciuta in Italia e all'estero come la Città della calzatura.
Nell'anno 2000 all'interno del territorio comunale, viene avvistato per la prima volta in Italia ed in Europa un coleottero chiamato Anoplophora chinensis malasiaca (o comunemente Cerambice dalle lunghe antenne), originario dell'Estremo Oriente, introdotto per errore dal Giappone, che nel giro di qualche mese, ha provocato un grave disastro ecologico per la Regione Lombardia.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Luoghi di culto

Chiesa Prepositurale dei S.S. Gervasio e Protasio, con facciata del Piermarini.

All'interno del Comune di Parabiago (frazioni comprese), attualmente esistono dieci chiese consacrate al culto, di cui una prepositurale (S.S. Gervasio e Protasio) e tre parrocchiali (S.S. Lorenzo e Sebastiano, Gesù Crocifisso e S.ta Elisabetta).
In passato la cittadina fu capopieve, come testimonia già nel 1220 Goffredo da Bussero (Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani), e comprendeva anche Arluno, Canegrate, Cantalupo (frazione di Cerro Maggiore), Casorezzo, Cerro Maggiore, San Vittore ed Uboldo, e dal 1845 San Giorgio su Legnano; lo stesso cronista indica una lista delle chiese e degli altari presenti nella pieve, e nel territorio comunale cita come luoghi di culto S.S. Gervasio e Protasio, S. Siro (scomparsa), S. Vincenzo (scomparsa), S. Martino (scomparsa), S.ta Maria (attuale Madonna della Neve a Ravello), S. Lorenzo, S. Michele.

La Chiesa Prepositurale intitolata ai Santi Gervasio e Protasio, patroni parabiaghesi: probabilmente già esistente nel V secolo, l'attuale edificio venne costruito nel 1610 su ordine del Vescovo di Milano San Carlo Borromeo, che nel 1570 visitò il borgo di Parabiago; arricchita tra il 1780 e il 1781, da una facciata in stile neoclassico progettata dall'illustre architetto Giuseppe Piermarini, conserva tutt'oggi uno splendido organo.


La Chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria, costruita nel 1339 in onore al Santo Patrono milanese per ricordare il suo intervento miracoloso nella Battaglia di Parabiago; durante il Seicento venne costruito al suo fianco un piccolo Convento dai Monaci di San Barnaba e Sant'Ambrogio ad Nemus ed infine tra il 1708 ed il 1713, i Monaci Cistercensi diedero vita ad un grandioso progetto di ricostruzione di Chiesa e Monastero, che è quello degli edifici tuttora esistenti; attualmente il campanile è privo di campane, secondo una diceria popolare sarebbero stati i soldati napoleonici, o addirittura Napoleone stesso, a portarle via durante la Campagna d'Italia, ma in realtà vennero donate al Santuario di Saronno nel 1798 alla soppressione dell'Ordine Cistercense. L'intero complesso è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1913.


Il Santuario della Madonna di Dio il Sà, sul confine con Nerviano, risalente alla fine del Quattrocento, attribuita a Donato Bramante e dichiarata Monumento Nazionale il 4 giugno 1914, con l'annesso piccolo lazzaretto o cimitero; è particolare perché è sita all'interno del Comune di Parabiago, ma dipende dalla Parrocchia di Nerviano. Nel gennaio del 2007, si sono svolti i lavori per il restauro dell'edificio e la sostituzione della copertura, quest'ultima era precedentemente in situazione di pericolo crollo.


La Chiesetta di San Michele, dedicata all'Arcangelo "guerriero" e costruita probabilmente nella prima metà del Seicento.


Il Santuario di San Felice, molto probabilmente dedicato a San Felice martire, perché sulla facciata il Santo è rappresentato in abiti militari d'epoca romana, venne costruito nel 1940 con una mastodontica cupola quadrata, che crollò il 20 gennaio 1950, venne poi ricostruita in dimensioni più contenute.

 

Monumenti

Il Collegio Cavalleri per i nobili, ebbe sede nella piazza centrale cittadina (attuale Piazza Maggiolini), in un edificio settecentesco, che attualmente versa purtroppo in condizioni pessime, e fu arricchito nel corso dei decenni da un salone teatro interno e da una torre astronomica tutt'oggi visibile; fu fondato nel marzo del 1700 dai fratelli Don Carlo Filippo e Don Claudio Cavalleri, rimase attivo fino al 1857.

La Prima e la Seconda Bottega dell'intarsiatore Giuseppe Maggiolini, situate anch'esse in piazza ma ai lati opposti l'una dall'altra, entrambi edifici del Settecento.

Palazzi e Ville

Villa Maggi-Corvini o più semplicemente Villa Corvini (Víla Cùrvïn) con annesso parco, splendido edificio tardo-rinascimentale costruito nel Cinquecento, abbandonata dall'inizio del Novecento e finalmente ristrutturata negli anni novanta, oggi è sede di mostre temporanee e di un centro servizi.

Palazzo Castelli o popolarmente chiamato "la Torre" (la Tür), iniziato sul finire del Settecento e mai portato a termine a causa dell'estinzione della famiglia Castelli.

Ancora nel capoluogo comunale, le novecentesche, entrambe in stile vagamente Liberty, Villa Gajo (1907), dimora del Senatore Felice Gajo, industriale e uomo politico, all'inizio del Novecento fu sindaco di Parabiago, e Villa Castelnuovo (1922), costruita dall'industriale Paolo Castelnuovo.

In frazione Villastanza vanno menzionati il Palazzo Mantegazza, edificato nel 1840 da un ricco signore di nome Francesco Mantegazza e dalla morte di costui, avvenuta nel 1872, di proprietà dell'Ospedale Fatebenesorelle di Milano, e l'antica Villa Gagliardi ove pare nacque Carlo Cattaneo, durante un soggiorno estivo dei genitori.

Mulini e Cascine

Da annoverare lungo il fiume Olona alcuni mulini, testimonianza delle attività agricole del passato, che assieme ai mulini più celebri di Canegrate e San Vittore Olona danno il nome all'istituendo Parco dei mulini; da nord a sud: Mulino Rancilio o Mulino del Miglio, con la Fornace Rancilio nelle vicinanze; l'isolino sull'Olona con ruderi del Mulino Corvini e resti dell'imboccatura del Riale o Röngia; il Mulino Bongini, il Mulino Moroni già Mulino Gajo e il Mulino Bert nelle vicinanze di San Lorenzo
Importante ricordare anche le cascine presenti nel Parco del Roccolo: a Ravello, è famosa la Cascina Ravellino, attualmente sita tra il centro della frazione e i bordi del Parco del Roccolo, ma un tempo si trovava in aperta campagna e tra i suoi poderi agricoli, aveva un esteso vigneto ove si coltivava una qualità autoctona di uva per la produzione di un particolare vino locale, oggi estinta; ai bordi del Bosco della Brughierezza (al confine con Busto Garolfo) le cascine Raimondi, Santa Maria, Bocca Rosa, San Giacomo e Zanaboni; in fondo al quartiere Calara, verso il confine con Casorezzo, si trova la Cascina Rancilio; infine presso Villapia, al confine con Arluno, la Cascina Frisasca.

Luoghi naturali

Parchi

Cascina Frisasca, nel Parco del Roccolo, al confine con Arluno

I boschi ed i prati nei pressi delle frazioni di Ravello, Villastanza e Villapia, fanno parte del Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo. Istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina). Attualmente è in progetto una sua estensione fino al Bosco WWF di Vanzago.
Attualmente in via di istituzione, è il nuovo Parco Agricolo Sovracomunale dei Mulini, che dal Parco Castello di Legnano scenderebbe lungo le rive del fiume Olona attraversando i Comuni di Canegrate, San Vittore Olona e Parabiago, fino al Monastero degli Olivetani di Nerviano; il parco sarà punto di slancio per il recupero e la salvaguardia delle acque del fiume.
Altro progetto interessante è rappresentato dal Parco Villoresi, una cintura di verde pubblico che attraverserebbe le province di Milano e di Monza-Brianza, lungo le rive del Canale Villoresi; per ora è in fase di realizzazione soltanto la Pista Ciclabile Villoresi, destinata a diventare la "spina dorsale" della futura area verde.  























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