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21 febbraio 1339: Battaglia di Parabiago
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Con la morte di Galeazzo I
Visconti (1327), il figlio unico Azzone, gli
succedette con il titolo di Vicario Imperiale di
Milano, comprato dall'Imperatore Ludovico il Bavaro.
Nel 1332, gli si associarono gli zii Luchino e
Giovanni Arcivescovo "ambrosiano", formando così una
sorta di triumvirato. L'esclusione dal governo
dell'altro zio Lodrisio, Signore del Seprio, scatenò
da parte di quest'ultimo un desiderio di rivalsa
che, dopo una serie di inutili congiure, si allea
con Mastino II della Scala, Signore di Verona ed
acerrimo nemico di Azzone. La controversia giunse al
culmine con lo scontro armato nella Battaglia di
Parabiago (21 febbraio 1339), la quale si concluse
con la vittoria dei milanesi, agevolati da
un'apparizione miracolosa di Sant'Ambrogio.
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Storia
La
Patera, principale reperto archeologico
della cittadina.
Luchino Visconti(1287-1349)
"eroe" della Battaglia di Parabiago (21 febbraio
1339).
Portone interno dell'ex
Monastero di S.Ambrogio della Vittoria.
Stemmi dei Lampugnani (a
sinistra) e dei Gajo (a destra), particolare della
cappella ai caduti nel cimitero.
Antichità
Parabiago ha origini antichissime: dal primo
insediamento palafitticolo della Cultura di Canegrate (XIII
secolo a.C.), si é passati ad un modesto villaggio insubre (IV
secolo a.C.), fino ad un abitato più sviluppato sotto la
dominazione dell'Impero Romano (I secolo a.C. - V secolo d.C.),
del quale sono giunti ai giorni nostri alcuni reperti
archeologici, di cui il più importante é senza dubbio la Patera
di Parabiago (IV secolo).
Medioevo
Tra i secoli VI, VII Parabiago é capoluogo di
un contado autonomo denominato Comitatus Parabiagi,
probabilmente corrispondente alla Burgaria, retto dai Conti
Sanbonifacio; durante questo periodo la Regina longobarda
Teodolinda concede il permesso di aprire un piccolo corso
d'acqua artificiale detto Riale o Röngia, che attingeva le acque
dal fiume Olona
Due eventi scuotono la tranquillità del borgo medioevale: tra i
giorni 28 e 29 agosto 1257 la Tregua di Parabiago pone fine al
rischio di una guerra civile, per il Comune di Milano, tra
classe nobiliare e popolo; il 21 febbraio 1339 la Battaglia di
Parabiago, combattuta tra due schieramenti viscontei, per il
dominio della Signoria "Meneghina", risolta secondo la leggenda
dall'intervento miracoloso di Sant'Ambrogio.
Nel periodo compreso tra il XIII ed il XIV secolo i Crivelli de
Parabiaco, discendenti dai Sanbonifacio, reggono la Contea di
Parabiago e la Contea di Burgaria; il borgo è già capopieve,
elencato nel Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani dallo storico
Goffredo da Bussero.
Durante i secoli successivi Parabiago ebbe una lenta decadenza,
difatti subisce ben due saccheggi, nel 1449 ad opera di
Francesco Sforza e nel 1527 per mano borbonica, oltre a due
epidemie (nel 1529 e nel 1540).
Epoca Moderna
Il periodo compreso tra il '500 ed il '600,
risulta essere tempo di decadenza per la cittadina lombarda: nel
1582 San Carlo Borromeo abolisce la Pieve di Parabiago,
declassandola in Parrocchia all'interno della Pieve di Legnano;
nel 1625 Villastanza diventa Parrocchia indipendente,
distaccandosi dal suo capoluogo.
Sul finire del XVII secolo si registrano due
eventi modestamente rilevanti: in data 26 settembre 1658, il
Marchese Camillo Castelli acquista per se e per la sua
discendenza il Feudo di Parabiago; mentre nel 1668 un gruppo di
Monaci Cistercensi si
insediano presso il Monastero di S. Ambrogio
della Vittoria.
Il '700 fu nuova epoca di splendore per
Parabiago sotto il governo austriaco.
Nel marzo dell'anno 1700 Don Claudio
Cavalleri e suo fratello Filippo fondano il Collegio Cavalleri,
rinomata scuola rivolta ai figli delle famiglie nobili milanesi.
Il medico parabiaghese Giuseppe Giannini opera sul campo e
scrive saggi di medicina.
Comincia l'opera artistica di Giuseppe Maggiolini, ricordato
come Maestro d'Intarsio; le sue conoscenze in campo artistico,
portano nel suo paese natio l'architetto Giuseppe Piermarini,
incaricato di disegnare la facciata della Chiesa dei S.S.
Gervasio e Protasio.
Purtroppo nel 1798, a causa della Rivoluzione francese, l'Ordine
cistercense viene soppresso, quindi il Monastero di S. Ambrogio
della Vittoria chiude.
Tra l'Ottocento ed il 1945
Nel 1845 viene restaurata la Pieve di
Parabiago.
Tra il 1850 ed il 1900, l'agricoltura diventa attività
d'appoggio all'industria tessile e cotoniera, difatti le
coltivazioni di cereali e viti, vengono definitivamente
sostituite dal gelso e dall'allevamento dei bachi da seta.
Si risentono anche a Parabiago gli effetti della Rivoluzione
industriale: si inaugurano la linea ferroviaria Milano-Gallarate
(1860) ed il Canale Villoresi (1884); nel 1899 Paolo Castelnuovo
fonda la prima fabbrica di scarpe, Parabiago è destinata a
diventare la Città della calzatura; nel 1900 Felice Gajo
acquista il Cotonificio Gadda, sul quale fonda la futura Unione
Manifatture di Parabiago, assorbendo anche il Cotonificio
Muggiani di Rho.
Nel 1907 nella villa di Felice Gajo viene rinvenuta la Patera di
Parabiago, splendido piatto d'argento risalente alla seconda
metà del IV secolo.
Nel periodo tra le due guerre la cittadina comincia a conoscere
i primi cambiamenti del XX secolo: nell'anno 1923 un
parabiaghese di nome Libero Ferrario, vince a Zurigo il primo
Campionato del Mondo di Ciclismo su Strada per la categoria
Dilettanti; nel 1928 viene definitivamete interrato l'antico
Riale, di origini longobarde, che per più di 1200 anni ha
portato l'acqua potabile del fiume Olona nel centro del paese;
infine durante gli anni '30 scompaiono la bachicoltura e la
coltivazione del gelso, ritenute ormai obsolete.
In data 2 dicembre 1940 il Decreto Reale numero 1858 autorizza
il Comune di Parabiago a mutare la denominazione della frazione
Tiracoda in Villapia.
Dal secondo dopoguerra ad
oggi
Negli anni sessanta anche per la cittadina,
come per il resto d'Italia, si ebbe il boom economico e
demografico. L'industrializzazione aveva preso definitivamente
piede, i piccoli calzaturieri artigianali si tramutarono in
industrie, anche di medie e grandi proporzioni, sorsero grandi
stabilimenti metalmeccanici e chimici e, con l'immigrazione dal
mezzogiorno, Parabiago cresceva di popolazione.
Il D.P.R. del 27 novembre 1985 porta al 26 ottobre del 1986,
quando l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi giunge in
visita con lo scopo di celebrare la cerimonia di "promozione"
del comune e, con la simbolica consegna della pergamena al
sindaco Renzo Fontana, sancisce la nomina di Parabiago a Città.
È anche il periodo in cui lo sport parabiaghese per eccellenza,
il ciclismo, raggiunge il suo apice: nel 1972 il 55° Giro
d'Italia, grazie agli sponsors Rancilio e Termozeta, arriva in
paese, la 15a tappa con arrivo e partenza da Parabiago e dopo un
turno di riposo, avviene la successiva partenza della 16a tappa;
nel 1982 Giuseppe Saronni è il secondo parabiaghese Campione del
Mondo di ciclismo su Strada, questa volta per la categoria
professionisti.
Negli anni '90, tangentopoli colpisce anche la politica della
cittadina, vengono arrestati alcuni degli esponenti dei governi
municipali precedenti; nel frattempo circa il 70% della
produzione industriale locale è rivolto nel campo calzaturiero,
Parabiago è conosciuta in Italia e all'estero come la Città
della calzatura.
Nell'anno 2000 all'interno del territorio comunale, viene
avvistato per la prima volta in Italia ed in Europa un
coleottero chiamato Anoplophora chinensis malasiaca (o
comunemente Cerambice dalle lunghe antenne), originario
dell'Estremo Oriente, introdotto per errore dal Giappone, che
nel giro di qualche mese, ha provocato un grave disastro
ecologico per la Regione Lombardia.
Monumenti e luoghi
d'interesse
Luoghi di culto
Chiesa Prepositurale dei S.S.
Gervasio e Protasio, con facciata del
Piermarini.
All'interno del Comune di Parabiago (frazioni
comprese), attualmente esistono dieci chiese consacrate al
culto, di cui una prepositurale (S.S. Gervasio e Protasio) e tre
parrocchiali (S.S. Lorenzo e Sebastiano, Gesù Crocifisso e S.ta
Elisabetta).
In passato la cittadina fu capopieve, come testimonia già nel
1220 Goffredo da Bussero (Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani), e
comprendeva anche Arluno, Canegrate, Cantalupo (frazione di
Cerro Maggiore), Casorezzo, Cerro Maggiore, San Vittore ed
Uboldo, e dal 1845 San Giorgio su Legnano; lo stesso cronista
indica una lista delle chiese e degli altari presenti nella
pieve, e nel territorio comunale cita come luoghi di culto S.S.
Gervasio e Protasio, S. Siro (scomparsa), S. Vincenzo
(scomparsa), S. Martino (scomparsa), S.ta Maria (attuale Madonna
della Neve a Ravello), S. Lorenzo, S. Michele.
La Chiesa Prepositurale intitolata ai Santi Gervasio e Protasio,
patroni parabiaghesi: probabilmente già esistente nel V secolo,
l'attuale edificio venne costruito nel 1610 su ordine del
Vescovo di Milano San Carlo Borromeo, che nel 1570 visitò il
borgo di Parabiago; arricchita tra il 1780 e il 1781, da una
facciata in stile neoclassico progettata dall'illustre
architetto Giuseppe Piermarini, conserva tutt'oggi uno splendido
organo.
La Chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria, costruita nel 1339 in
onore al Santo Patrono milanese per ricordare il suo intervento
miracoloso nella Battaglia di Parabiago; durante il Seicento
venne costruito al suo fianco un piccolo Convento dai Monaci di
San Barnaba e Sant'Ambrogio ad Nemus ed infine tra il 1708 ed il
1713, i Monaci Cistercensi diedero vita ad un grandioso progetto
di ricostruzione di Chiesa e Monastero, che è quello degli
edifici tuttora esistenti; attualmente il campanile è privo di
campane, secondo una diceria popolare sarebbero stati i soldati
napoleonici, o addirittura Napoleone stesso, a portarle via
durante la Campagna d'Italia, ma in realtà vennero donate al
Santuario di Saronno nel 1798 alla soppressione dell'Ordine
Cistercense. L'intero complesso è stato dichiarato Monumento
Nazionale nel 1913.
Il Santuario della Madonna di Dio il Sà, sul confine con
Nerviano, risalente alla fine del Quattrocento, attribuita a
Donato Bramante e dichiarata Monumento Nazionale il 4 giugno
1914, con l'annesso piccolo lazzaretto o cimitero; è particolare
perché è sita all'interno del Comune di Parabiago, ma dipende
dalla Parrocchia di Nerviano. Nel gennaio del 2007, si sono
svolti i lavori per il restauro dell'edificio e la sostituzione
della copertura, quest'ultima era precedentemente in situazione
di pericolo crollo.
La Chiesetta di San Michele, dedicata all'Arcangelo "guerriero"
e costruita probabilmente nella prima metà del Seicento.
Il Santuario di San Felice, molto probabilmente dedicato a San
Felice martire, perché sulla facciata il Santo è rappresentato
in abiti militari d'epoca romana, venne costruito nel 1940 con
una mastodontica cupola quadrata, che crollò il 20 gennaio 1950,
venne poi ricostruita in dimensioni più contenute.
Monumenti
Il Collegio Cavalleri per i nobili, ebbe sede
nella piazza centrale cittadina (attuale Piazza Maggiolini), in
un edificio settecentesco, che attualmente versa purtroppo in
condizioni pessime, e fu arricchito nel corso dei decenni da un
salone teatro interno e da una torre astronomica tutt'oggi
visibile; fu fondato nel marzo del 1700 dai fratelli Don Carlo
Filippo e Don Claudio Cavalleri, rimase attivo fino al 1857.
La Prima e la Seconda Bottega
dell'intarsiatore Giuseppe Maggiolini, situate anch'esse in
piazza ma ai lati opposti l'una dall'altra, entrambi edifici del
Settecento.
Palazzi e Ville
Villa Maggi-Corvini o più semplicemente Villa
Corvini (Víla Cùrvïn) con annesso parco, splendido edificio
tardo-rinascimentale costruito nel Cinquecento, abbandonata
dall'inizio del Novecento e finalmente ristrutturata negli anni
novanta, oggi è sede di mostre temporanee e di un centro
servizi.
Palazzo Castelli o popolarmente chiamato "la
Torre" (la Tür), iniziato sul finire del Settecento e mai
portato a termine a causa dell'estinzione della famiglia
Castelli.
Ancora nel capoluogo comunale, le
novecentesche, entrambe in stile vagamente Liberty, Villa Gajo
(1907), dimora del Senatore Felice Gajo, industriale e uomo
politico, all'inizio del Novecento fu sindaco di Parabiago, e
Villa Castelnuovo (1922), costruita dall'industriale Paolo
Castelnuovo.
In frazione Villastanza vanno menzionati il
Palazzo Mantegazza, edificato nel 1840 da un ricco signore di
nome Francesco Mantegazza e dalla morte di costui, avvenuta nel
1872, di proprietà dell'Ospedale Fatebenesorelle di Milano, e
l'antica Villa Gagliardi ove pare nacque Carlo Cattaneo, durante
un soggiorno estivo dei genitori.
Mulini e Cascine
Da annoverare lungo il fiume Olona alcuni
mulini, testimonianza delle attività agricole del passato, che
assieme ai mulini più celebri di Canegrate e San Vittore Olona
danno il nome all'istituendo Parco dei mulini; da nord a sud:
Mulino Rancilio o Mulino del Miglio, con la Fornace Rancilio
nelle vicinanze; l'isolino sull'Olona con ruderi del Mulino
Corvini e resti dell'imboccatura del Riale o Röngia; il Mulino
Bongini, il Mulino Moroni già Mulino Gajo e il Mulino Bert nelle
vicinanze di San Lorenzo
Importante ricordare anche le cascine presenti nel Parco del
Roccolo: a Ravello, è famosa la Cascina Ravellino, attualmente
sita tra il centro della frazione e i bordi del Parco del
Roccolo, ma un tempo si trovava in aperta campagna e tra i suoi
poderi agricoli, aveva un esteso vigneto ove si coltivava una
qualità autoctona di uva per la produzione di un particolare
vino locale, oggi estinta; ai bordi del Bosco della Brughierezza
(al confine con Busto Garolfo) le cascine Raimondi, Santa Maria,
Bocca Rosa, San Giacomo e Zanaboni; in fondo al quartiere Calara,
verso il confine con Casorezzo, si trova la Cascina Rancilio;
infine presso Villapia, al confine con Arluno, la Cascina
Frisasca.
Luoghi naturali
Parchi
Cascina Frisasca, nel
Parco del Roccolo, al confine con Arluno
I boschi ed i prati nei pressi delle frazioni
di Ravello, Villastanza e Villapia, fanno parte del Parco
Agricolo Sovracomunale del Roccolo. Istituito nel 1991 tra i
Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate
e Nerviano (dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione
Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla
difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene
caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone
(quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte
dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina).
Attualmente è in progetto una sua estensione fino al Bosco WWF
di Vanzago.
Attualmente in via di istituzione, è il nuovo Parco Agricolo
Sovracomunale dei Mulini, che dal Parco Castello di Legnano
scenderebbe lungo le rive del fiume Olona attraversando i Comuni
di Canegrate, San Vittore Olona e Parabiago, fino al Monastero
degli Olivetani di Nerviano; il parco sarà punto di slancio per
il recupero e la salvaguardia delle acque del fiume.
Altro progetto interessante è rappresentato dal Parco Villoresi,
una cintura di verde pubblico che attraverserebbe le province di
Milano e di Monza-Brianza, lungo le rive del Canale Villoresi;
per ora è in fase di realizzazione soltanto la Pista Ciclabile
Villoresi, destinata a diventare la "spina dorsale" della futura
area verde.